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Bisca
debutta nel marzo 1981.
La sonnolenta scena napoletana (ed italiana) viene travolta da un
vento che vorrebbe rinfrescare l'aria un pò stantia del cantautorato
nostrano. La scossa viene da fuori e molti pensano che 'nuovo' sia
semplicemente riproporre i clichè del 'NEW' d'oltre Manica.
Bisca, pur emergendo in questo contesto, rifiuta un approccio così
'datato' e questa sua posizione, assolutamente isolata, attira la
curiosità e l'inimicizia di molti.
1982.
Firma la colonna sonora di 'Tango Glaciale' per 'Falso
Movimento', con la regia di Mario Martone, e pubblica il suo primoEP:
'BISCA'. Concerti in Austria e tour italiano.
L' 'Anomalia' del gruppo comincia a prendere forma mentre la definizione
della sua musica diventa sempre più ardua. Gli ingredienti
però sono chiari: la musica nera (tutta ), il rock, il
punk, certa musica iterativa, il gusto (iper)melodico. Elementi
come si vede non facilmente conciliabili, che però Bisca
centrifuga con spregiudicata irruenza.
1983.
Dopo la fortunata partecipazione ad importanti Festival
Europei inizia la sua avventura live nel continente.
1984. Pubblicazione
LP 'SDS'.
L'album, attesissimo, segna la prima esperienza discografica di
ampio respiro. Bisca onora l'appuntamento alla sua maniera: autoproduzione,
prezzo imposto, grande disinvoltura artistica, sperimentazione
in studio, energia , testi asciutti e spiazzanti. La divaricazione
tra i 'curiosi' ed i nemici si allarga.
Per qualcuno la 'promessa' della musica napoletana sta mettendo
le ali, per altri la promessa appare piuttosto una minaccia.
1985. Esce 'Sottoprodotti
3' l'album con cui Bisca inizia il suo incontro/scontro con l'istituzione
discografica. L'etichetta è IRA, all'epoca indiscussa regina
della nuova musica italiana. La performance multimediale 'Adua'
sarà il veicolo per la promozione del disco.
Questo è anche il momento in cui l'attività all'estero
si allarga considerevolmente e ciò comporta un progressivo
abbandono della scena nostrana. Partecipazione alla Biennale di
Barcellona. Tour in Italia, Francia, Svizzera e Spagna.
Bruno Esposito batterista ed anima fondante del gruppo lascia!
Il vuoto umano ed artistico non verrà mai riempito, quello
musicale è coperto da Claudio Marino.
1986. La rottura
con IRA,consumata per oggettive differenze di intenti,collima
con la prima produzione discografica fuori 'casa'. Tre gli incontri
importanti del periodo: Voco Fauxpas, musicista e produttore zurighese,
che allarga le conoscenze soniche della band e produce il disco
'Bis'; Yorrick Benoist fiancheggiarore e manager marsigliese che
curerà la 'carriera'; Francis Kartekian marsigliese anche
lui, tra l'altro manager del mitico Fela Kuti, che prenderà
in carico le fortune discografiche. Tutto sembra spingere verso
una 'emigrazione' artistica.
Cosa che puntualmente avviene. Tour in Italia, Francia e Guadalupe
al Waka Festival (Caraibi).
1987.
Esce in Francia per la Justíin l'album 'Bis'. Non
è distribuito in Italia. Tour in Italia, Francia e Belgio.
Il disco davvero bello ed innovativo per il periodo, rappresenta
anche il primo buco nero del rapporto di Bisca con la realtà
italiana.
Per divergenze con la major che lo aveva preso in distribuzione
per l'Italia, l'album fu ritirato dal gruppo (in accordo con la
casa madre francese) dal mercato nostrano.
1988.
Le lunghe tournee in Francia ed Europa sfiancano il gruppo
che dopo questa prima esperienza migrante perde altri due componenti
fondanti.
Il fatto è che quando si parla di estero spesso si ignora
che il lavoro del musicista ,e di un musicista 'underground' a
maggior ragione, è fatto di spostamenti fisici, kilometri,
e parecchie 'mancanze' derivanti dalle 'contenute' risorse economiche.
La presenza fisica è poi essenziale quando si decide di
affidare la propria comunicazione alla musica e non all'ufficio
marketing di qualche Major. Farlo in un territorio vastissimo
però diventa un'impresa davvero impossibile.
Giancarlo Coretti ed Amedeo Fogliano abbandonano il gruppo.
Sergio 'Serio' Maglietta ed Elio '100gr.' Manzo prendono in mano
le sorti della band e rafforzano quel sodalizio che è ancora
oggi l'anima di Bisca.
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