 |
|
| |
 |
|
|
Archivio
Pressroom
|
7 Luglio 2006
|
IL MATTINO. Bisca, «Sex and drugs and rock’n’roll» alla napoletana
|
Napoli. «Liveset», dice il titolo del nuovo album dei Bisca (Rai Trade), che però non è stato registrato durante un concerto o un tour, ma dal vivo in studio. «Il ritorno di Carmela», dice il sottotitolo, alludendo alle avventure della bomba intelligente che Elio Manzo e Sergio Maglietta (insieme nella foto) inventarono nei giorni della prima guerra del Golfo, simpaticissimo ordigno capace di scegliersi i propri obiettivi, ovvero di ritorcersi contro chi l’aveva sganciata. Con l’ordigno ribelle ritorna dal passato che non passa anche «Sex and drugs and rock'n'roll», antico inno di Ian Dury and the Blockheads all’etica maledetta del rock, narrato e cantato all’epoca con linguaggio beffardo e accento cockney londinese. Il riff è sempre quello, riconoscibilissimo, quasi demodée nel suo elogio della trasgressione, ma poi ulteriormente napoletanizzata dall’ingresso delle voci di Francesco Di Bella (24 Grana) e soprattutto di Zulù: «Con il sesso e il rock and roll non ho avuto mai pensiero, da quando so’ pure drogato la droga mi dà tanti problemi» e poi via con un esilarante lamento del tossico sfigato-militante. Oltre all’inedito recuperato dalla stagione del pub rock e alla «Bomba intelligente», nell’album (prezzo politico, sotto gli 8 euro) ci sono un pugno di capisaldi della produzione bischiana più recente in versione essenziale, grezza, scabrosa: la «Tammurriata del lavoro nero», «Sott’attacco dell’idiozia», «Sasà», «Oggi non ho niente da dire», «Children ov Babylon». Con il sax e la voce di «Serio» e la chitarra di «Ciente gramme» ci sono le tastiere e gli aggeggi elettronici di Vinci «Pokaram» Acunto, il basso di Fulvio «il monaco» Di Nocera e la batteria di Gabriele «Squarcione» Fiorentino. Ancora una volta convulsioni post-rock, post-reggae, post-rap firmate dalla band più longeva della new wave italiana. f.v.
|
Archivio
Pressroom |
|
|
|
 |
|
 |